La banda dei 23 cm, compresa tra 1240 e 1300 MHz, attraversa una fase particolarmente delicata. Il futuro del suo utilizzo radioamatoriale sarà uno degli argomenti discussi durante la 27ª Conferenza generale della IARU Regione 1, in programma al Parkhotel Schönbrunn di Vienna dal 19 al 23 settembre 2026.
All’ordine del giorno figura una proposta di revisione del band plan, predisposta da un gruppo di lavoro costituito durante l’Interim Meeting IARU di Parigi del 2025. Il documento sarà esaminato dal Comitato C5 e, se approvato, verrà inserito nel VHF Handbook della IARU Regione 1.
Galileo e la protezione del servizio di radionavigazione
Il problema nasce dalla necessità di garantire la compatibilità tra le attività radioamatoriali e il sistema europeo di navigazione satellitare Galileo, che utilizza parte dello stesso spettro.
Nel giugno 2025 la CEPT ha approvato la Decisione ECC (25)01, contenente misure tecniche e operative per l’impiego radioamatoriale della porzione 1258–1300 MHz. La decisione è entrata in vigore il 27 giugno 2025, con il 27 dicembre 2025 indicato come data preferenziale per l’attuazione. Spetta tuttavia alle singole amministrazioni nazionali stabilire se e come recepirla.
Non si tratta quindi, in senso strettamente giuridico, di una moratoria internazionale generalizzata sull’intera banda dei 23 cm. Da circa un anno, tuttavia, prevale un atteggiamento di forte cautela e in diversi Paesi sono state introdotte, oppure sono allo studio, limitazioni finalizzate a proteggere Galileo da possibili interferenze.
La proposta del nuovo band plan
Il progetto presentato alla Conferenza di Vienna cerca di mantenere tutte le principali applicazioni radioamatoriali, adattandole alle condizioni previste dalla decisione CEPT.
Per la porzione 1240–1258 MHz, non interessata direttamente dalla ECC (25)01, vengono proposte soltanto modifiche limitate. Le conseguenze maggiori riguardano invece le frequenze comprese tra 1258 e 1300 MHz, dove alcune attività potrebbero essere soggette a forti limitazioni di potenza, larghezza di banda e configurazione delle antenne.
Il nuovo piano prova inoltre a preservare le attività a banda stretta intorno ai 1296 MHz, comprese le comunicazioni terrestri, i beacon e l’EME. Potrebbe però rendersi necessario modificare le frequenze di ingresso e uscita di numerosi ripetitori e trasferire alcune applicazioni a larga banda nella parte inferiore dello spettro. C’è la probabilità che le attività a 1296MHz possano essere spostate a 1299MHz.
È importante ricordare che si tratta ancora di una proposta. La sua approvazione appare probabile, ma il testo potrà essere discusso, emendato o modificato durante la Conferenza. Inoltre, le associazioni nazionali potranno adattarlo alla propria situazione normativa.
La situazione italiana
In Italia il quadro appare ancora più complesso. Alle problematiche connesse alla protezione di Galileo si aggiungono le interlocuzioni con la Difesa, che detiene un interesse primario sull’impiego di queste frequenze.
Al momento, anche in considerazione della crescente rilevanza strategica dello spettro radio per le comunicazioni militari, la sorveglianza e i sistemi a pilotaggio remoto, non sembrano esserci le condizioni favorevoli per una piena concessione al servizio di radioamatore della porzione di banda di maggiore interesse.
Il futuro dei 23 cm dipenderà quindi non soltanto dalle decisioni assunte in ambito IARU e CEPT, ma soprattutto dal loro recepimento nazionale e dal confronto con le autorità competenti.
Una banda da difendere attraverso l’attività
La risposta non può consistere nell’abbandono della banda. Al contrario, occorre documentarne l’utilizzo, promuovere la sperimentazione tecnica e rappresentare con chiarezza le esigenze della comunità radioamatoriale. Una banda scarsamente utilizzata risulta inevitabilmente più difficile da difendere.
È altrettanto importante che l’Associazione e le Sezioni continuino a essere luoghi di aggregazione, confronto e condivisione delle esperienze, mantenendo un dialogo costruttivo tra i soci. Solo una comunità informata, attiva e unita potrà contribuire concretamente a preservare il futuro dei 23 cm.
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